Ti è mai capitato di voler uno smartphone “senza sorprese”? Uno che non dia grattacapi, che si comporti bene sempre, anche sotto pressione. Ecco, ci siamo messi in testa di capire se il Galaxy A56 5G fosse quel tipo di telefono. Poi è entrato in scena il Redmi Note 14 5G, ed è lì che le cose si sono fatte interessanti. Due proposte a prezzi simili, due visioni opposte: uno che punta sulla qualità percepita, l’altro che spara numeri alti in ogni voce tecnica. Ma chi dei due sa davvero tenere il passo nella vita reale?
Abbiamo usato entrambi senza filtri, per giorni, in ogni situazione possibile. Navigazione, video, messaggi, giochi, foto al volo, notte fonda. Nessun trattamento di favore. E da subito è stato evidente che non si tratta solo di potenza bruta. C’è un modo più raffinato di interpretare l’efficienza, e il Galaxy ne è un esempio. Ma il Redmi non è lì per fare da comparsa, anzi: in certi momenti ti dà la sensazione di poterti sorprendere davvero.
Vediamoli a fondo, senza peli sulla lingua. Perché scegliere un medio gamma oggi significa pretendere il massimo dal minimo, e qui i dettagli fanno la differenza.
Display: stessa misura, ma con due anime diverse

Quando accendi il display di entrambi, capisci subito che i 6,7 pollici non dicono tutta la storia. Certo, entrambi AMOLED, entrambi con refresh a 120Hz. Ma le sensazioni cambiano. Il Galaxy A56 sfoggia un Super AMOLED con supporto HDR e vetro Gorilla Glass Victus+, e sì, anche solo girare un episodio su Netflix ti fa capire che i colori qui sono più pieni, le ombre più profonde, le luci più equilibrate.
Il Redmi Note 14 5G ha dalla sua una luminosità massima leggermente superiore (2.100 nit contro 1.900), ma nell’uso reale questa differenza si sente solo sotto il sole diretto e per pochi secondi. Più spesso, è la resa cromatica a dettare il comfort, e qui Samsung ha un vantaggio netto.
Inoltre, la protezione del vetro è una di quelle cose che ringrazi quando ti scivola il telefono sul pavimento. Il Galaxy usa Victus+, il Redmi si ferma al Gorilla Glass 5. Non sarà un dramma, ma è un dato che non può passare inosservato.
Prestazioni: fluidità contro potenza dichiarata
C’è sempre quel momento in cui apri troppe app, cambi tra una chat e un documento, e inizi a vedere se il telefono regge il ritmo. Il Galaxy A56 con il suo Exynos 1580 e 8GB di RAM LPDDR4 non fa una piega. Ogni tocco, ogni transizione, ogni swipe… tutto gira fluido come olio.
Il Redmi Note 14 risponde con il MediaTek Dimensity 7025 Ultra e 6GB di RAM. Sulla carta sembrano quasi alla pari, ma nella pratica lo storage UFS 2.2 del Redmi lo penalizza. Aprire una foto dalla galleria o caricare un gioco può richiedere qualche istante in più. Il Galaxy invece sfrutta l’UFS 3.1, molto più veloce, e si sente.
Anche lato grafica c’è una differenza: la GPU Xclipse 540 del Samsung, frutto della collaborazione con AMD, offre un boost visibile nei giochi più pesanti, dove il Redmi mostra qualche incertezza sotto stress. Non parliamo di cali drammatici, ma di quei piccoli lag che, alla lunga, stancano.
Fotocamere: tra numeri grossi e risultati concreti

Qui arriva la vera sfida. Perché il Redmi tira fuori il classico asso da 108 MP, e sulla scatola fa effetto. Ma appena cominci a scattare, capisci che non è solo una questione di megapixel. Il Galaxy A56 ne ha 50, ma con stabilizzazione ottica e pixel più grandi. Il risultato? Foto più nitide, meno rumore di sera, colori meno forzati.
Di notte, il Samsung si comporta molto meglio. Le luci non esplodono, i dettagli non si perdono. Il Redmi tende a schiarire troppo, a “lisciare” le superfici. Bello per l’effetto wow sul display, meno bello quando cerchi fedeltà.
Sulle secondarie non c’è partita. Il Samsung ha un ultra-grandangolo da 12 MP che regala scatti equilibrati, mentre quello da 8 MP del Redmi mostra limiti evidenti. E i macro? 5 MP per Galaxy contro 2 MP per Redmi: anche qui, la differenza è più che evidente.
In video, il Redmi si ferma al Full HD, mentre il Galaxy va fino al 4K a 30 fps. E non è solo questione di risoluzione: il bilanciamento, la messa a fuoco, la gestione del movimento… tutto è più stabile sul Galaxy.
Batteria e autonomia: piccole cifre, grande esperienza
Qui i numeri sono vicini: 5110 mAh per il Redmi, 5000 mAh per il Galaxy. La differenza è quasi simbolica. Entrambi reggono senza problemi una giornata piena di utilizzo misto, notifiche, streaming, foto e social.
Il Redmi riesce a strappare qualche minuto in più, è vero, ma solo in test continuativi come video in loop o giochi. Nell’uso reale, il Galaxy gestisce meglio i consumi grazie a un software più ottimizzato e alla presenza del Wi-Fi 6, che taglia i consumi quando si naviga o si streamma.
Ricarica? Pari e patta: 45W cablata per entrambi. Anche i tempi sono simili. Nessuno dei due offre ricarica wireless, ma in questa fascia di prezzo, non ci si sorprende.
Design e materiali: eleganza contro praticità

Ecco una delle differenze più evidenti. Il Galaxy A56 è fatto in vetro e alluminio, e si sente. Quando lo prendi in mano, capisci che non è un prodotto “economico” camuffato. Ha peso, ha grip, ha presenza.
Il Redmi Note 14 5G, invece, ha una back cover in plastica. Non dà fastidio, anzi, lo rende più leggero e forse meno scivoloso. Ma la sensazione premium non c’è. È un po’ come sedersi su un divano in ecopelle: fa il suo, ma non è la stessa cosa.
La resistenza? Anche qui, Galaxy avanti: IP67 contro IP64. Significa che puoi usarlo con più tranquillità sotto la pioggia o vicino alla sabbia.
Audio e multimedialità: quando ascoltare fa la differenza
Entrambi hanno speaker stereo, ma il Galaxy supporta anche il Dolby Atmos. E fidati, si sente. I film, i video su YouTube, anche i messaggi vocali: c’è una profondità e una spazialità maggiore, soprattutto se usi buone cuffie.
Il Redmi ha il suo asso: il jack da 3,5 mm. Sì, per molti è ancora importante. Se hai cuffie cablate di qualità, è un plus. Ma nel complesso, l’esperienza sonora del Galaxy è più completa, anche per via della maggiore compatibilità con l’ecosistema Samsung.
Ah, e il Galaxy supporta la funzione DeX wireless con alcuni dispositivi, che non è affatto scontata su questa fascia.
Connettività e sensori: a ognuno il suo extra

Le basi sono le stesse: Bluetooth 5.3, NFC, sensore d’impronte sotto lo schermo, USB-C. Ma ci sono due dettagli che spostano.
Il Galaxy ha la eSIM, cosa che comincia a diventare importante per chi viaggia spesso. E la porta USB supporta l’OTG, utile per collegare chiavette o accessori.
Il Redmi, invece, ha il sensore IR, e sì, puoi usarlo per cambiare canale alla TV. Può sembrare una piccolezza, ma in certi momenti ti salva la serata.
Conclusione: il Galaxy A56 convince più di quanto immagini
Se ci avessero chiesto all’inizio quale dei due sarebbe stato “il migliore”, avremmo pensato che fosse solo questione di gusti. Ma dopo giorni di utilizzo intensivo, la differenza è più netta di quanto sembri.
Il Samsung Galaxy A56 5G è uno smartphone equilibrato, curato, piacevole da usare. Non fa a gara di numeri, ma ogni componente è al suo posto, e funziona bene, sempre. Il display è brillante, il design solido, le fotocamere affidabili anche in condizioni difficili, e l’audio superiore.
Il Redmi Note 14 5G cerca di stupire, e in parte ci riesce. Ma poi ti accorgi che manca qualcosa: l’armonia. Trovi un jack, ma perdi in qualità fotografica. Hai un numero alto di megapixel, ma i video si fermano al Full HD. È uno smartphone che promette tanto, ma non sempre riesce a mantenere.
Il Galaxy A56 non ha bisogno di urlare. È uno di quei telefoni che fanno bene tutto, senza effetti speciali. E quando ti affidi a lui per una foto importante, una chiamata, una maratona di serie, non ti delude.
Non è il più economico, non è il più appariscente. Ma è quello che, alla fine, ti fa dire: sì, ho scelto bene.


